Sidecar

STORIA DEL SIDECAR

Ho il piacere di presentare la storia di questo veicolo attraverso una mostra itinerante dei sidecar storici più rappresentativi tra quelli conservati all’interno del museo, arricchiti da accessori molto originali che testimoniano la creatività e la fantasia dei nostri antenati. A questo si aggiunge un filmato con documenti storici rarissimi.

Con 20 pezzi  tenterò di far rivivere gli ultimi 100 anni di storia dell’uomo che, attraverso sforzi ed invenzioni, ha creato veicoli sempre più perfezionati, oggi facilmente reperibili ma figli d’un passato di ricerca e sperimentazione.

L’esposizione ripercorre varie epoche e tocca i principali paesi industrializzati che sempre si sono rincorsi nel migliorare la tecnica, l’estetica, la comodità.

Un sincero ringraziamento ai pionieri del sidecar, artefici di una parte della storia dei trasporti troppo spesso dimenticata.

DRAISINA A TRE RUOTE, 1817.

La prima bicicletta nasce in Germania nel 1817 con il nome di “Macchina per correre” ed una serie di passaggi l’hanno portata ad essere motorizzata. Il nuovo veicolo ha un buon successo specialmente a Parigi, dove viene ribattezzato “Draisienne” (dal nome dell’inventore Von Drais) o “Velocipede”. Nello stesso anno nasce la draisina a tre ruote, ispirata alla slitta su ghiaccio: era il primo veicolo utilizzato per il trasporto di un passeggero, posizionato nella parte anteriore.
ACCESSORI E CURIOSITA’: era possibile migliorare il veicolo con ombrello parasole e parapioggia, vela per sfruttare le correnti d’aria, lanterna per illuminazione, dorature ed abbellimenti a scelta, ingrassatori sui mozzi delle ruote, targa con lo stemma Von Drais. Si andava sviluppando anche l’idea di installare un motore a vapore.

 

BICICLETTA STAR CON CARROZZINO KIRK, 1885.

La Draisina restò in circolazione per qualche decennio senza grande successo, fino all’invenzione del pedale (Francia, 1861) che diede al nuovo veicolo un grande impulso: ora il ciclista non toccava il suolo e poteva avanzare agendo semplicemente sui pedali posti nel mozzo della ruota anteriore. Per aumentare la capacità di avanzamento, venne successivamente ingrandita la ruota motrice anteriore. In America, verso il 1880, la trazione venne spostata alla ruota posteriore mentre alla bici STAR venne applicato nel 1885 uno dei primi sidecar della storia. Il passeggero, trasportato a lato della bici, riusciva addirittura a collaborare per l’avanzamento del veicolo.
ACCESSORI E CURIOSITA’: freno alla ruota anteriore, avvisatore acustico a campana, sospensione elastica anteriore. Il carrozzino si poteva posizionare sia a destra che a sinistra; se ne poteva addirittura installare uno per lato.

 

BICICLETTA DI SICUREZZA CON “VETTURETTA LATERALE” BERTOUX, 1893.

Verso la fine del XIX secolo il velocipede è protagonista di ulteriori miglioramenti ed assume l’aspetto definitivo della moderna bicicletta. L’invenzione della trasmissione a catena consente di ridurre le dimensioni della ruota traente mentre i raggi diventano tangenti e vengono adottate le ruote “soffici” (con camera d’aria), inventate dal veterinario scozzese Dunlop. Nel 1892 il francese Bertoux applicò un meccanismo che consentiva di trasportare un passeggero a lato della bicicletta. L’anno dopo aggiunse un leveraggio con cui il passeggero aiutava nella spinta come a sostituire il futuro motore, allora in fase embrionale.
ACCESSORI E CURIOSITA’: faro anteriore a candela, avvisatore acustico “a campanello”, faro posteriore ad olio, contachilometri, pistola scacciacani, bollo del 1899. Si avvertiva sempre più la mancanza di un propulsore meccanico.

 

PEUGEOT CON CARROZZINO IN VIMINI, 1904.

Questa motocicletta, una delle prime in Francia e nel mondo, ha un motore monocilindrico 4 tempi di 3 HP, la sospensione anteriore rigida, la trasmissione secondaria a cinghia e vari comandi manuali al manubrio ed al serbatoio. E’ abbinata ad un carrozzino in vimini di prima generazione, simile a quello brevettato dai fratelli Graham in Inghilterra l’anno precedente. Il sidecar si affermò da subito rispetto ai sistemi alternativi per il trasporto del passeggero ed in poco tempo scomparvero dalle strade rimorchi ed avantreni.
ACCESSORI E CURIOSITA’: avvisatori acustici a tromba, faro ad acetilene, contachilometri OS con numeratore, portaombrelli. La comodità riservata al passeggero era palesemente in contrasto con l’esiguo sellino del guidatore.

 

TRIUMPH CON CARROZZINO MILLS & FULFORD , 1910.
Il dualismo di inizio ‘900 tra Francia ed Inghilterra fu la spinta per un’incredibile serie di innovazioni e migliorie nella produzione di veicoli. La moto, prodotta dalla casa di Coventry, è ancora dotata di trasmissione a cinghia ed è abbinata ad un elegante carrozzino della Mills & Fulford, anch’essa di Coventry. E’ l’evoluzione del sidecar che dal vimini passa al legno, in molti casi rivestito in lamierino di ferro per far scivolare via acqua e fango. Gli interni continuano ad essere ampi e lussuosi per alloggiare un passeggero “importante”, a differenza del piccolo sellino riservato allo “chauffeur”.
ACCESSORI E CURIOSITA’: frizione supplementare, fari ad acetilene (anteriore e sul sidecar), contachilometri e tachimetro Jones di prima generazione, avvisatore acustico a tromba, frusta scacciacani.

 

NSU CON CARROZZINO ORIGINALE, 1913.

La NSU era la principale casa motociclistica tedesca, famosa per la qualità dei materiali impiegati, per le soluzioni tecniche adottate ed in generale per la sicurezza ed il comfort di marcia. Il modello esposto è dotato del famoso monoammortizzatore alla ruota posteriore, che rende la moto all’avanguardia di alcuni decenni, e di un elegante carrozzino in legno laccato. Seguendo la moda inglese, il sidecar si diffonde anche in Germania sin dai primi del ‘900.
ACCESSORI E CURIOSITA’: faro ad acetilene, segnalatore acustico a tromba, tachimetro a rotore e contachilometri, indicatore di pendenza, specchio retrovisore registrabile, lucidaruote “Tempo”, freno di stazionamento, targa di Bari (codice numerico).

 

FRERA CON CARROZZINO ORIGINALE, 1914.

La principale casa motociclistica italiana del periodo pioneristico fu senza dubbio la Frera di Tradate che costruiva sia moto che sidecar. Si tratta di una Frera monocilindrica (570 cc) utilizzata anche dal Regio Esercito durante la Grande Guerra. E’ abbinata ad un carrozzino di linea ultramoderna, arrotondato e bombato, in anticipo di 20-30 anni rispetto alle altre produzioni. Il colpo di genio consisteva nel produrre un carrozzino a forma di uovo, più resistente ma nel contempo più leggero per il ridotto spessore della lamiera. Tale soluzione venne ripresa dalla Longhi a fine anni ’30 e dagli altri produttori nel secondo dopoguerra.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene, avvisatore acustico a tromba, sistema di scarico doppio: “città” e “fuori città”.

 

INDIAN POWERPLUS CON CARROZZINO ORIGINALE, 1918.

Bicilindrica di 60 pollici cubici (1000 cc) abbinata ad un carrozzino prodotto direttamente dalla casa madre con scocca in lamiera portante. Venne utilizzata dall’esercito americano durante la Prima Guerra Mondiale, garantendo ottime prestazioni. La Indian nacque a Springfield (Massachusets) nel 1901 e le venne attribuito questo nome quale omaggio alle tribù di pellerossa ormai relegate nelle riserve. Come la maggioranza delle moto americane, ha un motore bicilindrico a V molto potente e supportato da un telaio altrettanto robusto.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene, fanalino mobile ad olio, clacson meccanico. Uno di questi modelli venne utilizzato da Ernest Hemingway, inviato di guerra al seguito dell’American Red Cross (Croce Rossa Americana). Un sidecar uguale restò in dotazione ad un ufficiale americano che si recava quotidianamente presso l’Harry’s New York Bar di Parigi a degustare il nuovo cocktail che prese il nome di “Sidecar”.

 

BORGO READING CON CARROZZINO FIS, 1920.

Interessante combination tra una bicilindrica 4 tempi di 70 pollici cubici (1200 cc) ed uno dei più grandi carrozzini mai costruiti (FIS a 4 posti) consentita dalla notevole potenza del motore e dalla solidità del telaio. La moto veniva prodotta a Reading (Pensylvania) e dai tempi della Grande Guerra veniva importata in Italia dai fratelli Borgo di Torino. Quando la casa americana chiuse (1920 circa) la Borgo acquistò tutto il materiale, lo assemblò e vendette le moto con il marchio Borgo Reading.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene, porta camera d’aria di scorta, segnalatore meccanico “Klaxon” sulla moto ed a tromba sul carrozzino, freno di stazionamento, contamiglia e tachimetro, sella posteriore, bloccasterzo, estintore.

 

HARLEY-DAVIDSON CON CARROZZINO BIPOSTO, 1923.

La Harley aveva un telaio particolarmente robusto ed un motore potente ed affidabile. Per tali motivi, specie per il mercato europeo, queste moto venivano spesso abbinate a carrozzini molto spaziosi, a due posti in linea o affiancati, talvolta utilizzati per servizio taxi. La Harley-Davidson era una delle poche case motociclistiche che costruivano direttamente i carrozzini per le proprie moto apportando vantaggi tecnici ed estetici.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene, clacson Stewart, contamiglia e tachimetro, sella posteriore, freno di stazionamento, orologio, porta candele di scorta, estintore, pompa e kit per riparazione pneumatici, “gonfleur”, capote e parabrezza sul carrozzino.

 

INDIAN CHIEF CON CARROZZINO BIPOSTO, 1925.

Questa bicilindrica di 60 pollici cubici è abbinata ad un carrozzino a due posti affiancati ed è stata utilizzata per il servizio taxi nel comune di Palermo dal 1925. Era un servizio molto diffuso negli anni ’20 perché più economico rispetto alle automobili e più veloce delle carrozze.
ACCESSORI E CURIOSITA’: tassametro e targa “Servizio Pubblico”, indicatore di stop e direzione, faro supplementare, contamiglia e tachimetro Corbin, sella posteriore, fregi “Indian” su manubrio e parafango, avvisatore acustico per il passeggero, estintore. E’ una delle prime moto con impianto elettrico di serie.

 

BEARDMORE PRECISION CON CARROZZINO “SPECIALE”, 1922.

Monocilindrica 4 tempi di 500 cc dalle caratteristiche inusuali: serbatoio e portapacchi incorporati nel telaio e sospensione integrale su balestre. E’ abbinata ad uno dei primi carrozzini a ruota sospesa con un’originale scocca a forma di pesce, non di serie. Nella Francia dei primi Anni Venti il gusto per l’estetica era molto forte: non mancavano, anche nel mondo dei sidecar, forme del tutto stravaganti; l’insieme, già notevole, era accentuato dagli occhi del pesce che si accendevano a mo’ di luci.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene “Magondeaux” completo di bombola per l’alimentazione, clacson a manovella, chiusura del bauletto posteriore del sidecar in stile “liberty”.

 

DOUGLAS CON CARROZZINO DORWAY, 1923.

Nata in Inghilterra ad inizio ‘900, la Douglas fu una delle principali case motociclistiche mondiali, grazie anche all’inusuale motore a due cilindri contrapposti e longitudinali al telaio. Il carrozzino, prodotto dalla Dorway, è curioso ed interessante: la scocca è sganciabile ed il telaio si può richiudere verso la moto permettendo così di ridurre notevolmente l’ingombro ed attraversare porte strette, all’epoca molto frequenti. Un’invenzione di questo tipo era già stata proposta dalla Watsonian nel 1911.
ACCESSORI E CURIOSITA’: impianto di illuminazione ad acetilene, orologio e tachimetro Watford, avvisatore acustico azionato dalla ruota e targa ricordo della “Rosa d’Inverno”. Questo modello di motocicletta ispirò la BMW nel progetto del motore bicilindrico “Boxer”.

 

MOTO GUZZI SPORT 15 CON CARROZZINO IN “WEIMANN”, 1934.
E’ una delle moto più eleganti costruite dalla casa di Mandello del Lario, dotata del tradizionale motore monocilindrico orizzontale frontemarcia, con volano esterno, divenuto leggendario. L’elegante carrozzino è in “weimann”, con struttura lignea rivestita in “vera finta pelle”. E’ particolarmente leggero e raffinato e, come la maggioranza dei carrozzini dell’epoca, è installato sulla sinistra ad imitazione passiva dell’industria inglese. Questa tendenza era in parte giustificata dal fatto che in alcune città italiane, in quel periodo, la circolazione era a sinistra.
ACCESSORI E CURIOSITA’: sella posteriore supplementare, tanica per olio di scorta con relativo supporto, immagine religiosa sul manubrio e targa ricordo motoraduno. E’ il sidecar da cui nasce l’intera collezione del museo.

 

DEI CON CARROZZINO SUPERLEGGERO, 1934.

Si tratta di una motoleggera di 98 cc costruita dalla famosa casa milanese che produceva sia bici che moto. E’ dotata di motore Sachs, di modeste dimensioni ma di notevole affidabilità: era un veicolo molto economico e perciò diffuso nei vari strati della popolazione. Il carrozzino è in legno compensato e laccato ed ha lo sportellino laterale per consentire un facile accesso. Negli anni ’20 e ’30 la motoleggera rappresentò uno dei primi tentativi di motorizzare anche le classi più povere e l’aggiunta di un carrozzino economico consentiva di raddoppiare la capacità di carico.
ACCESSORI E CURIOSITA’: avvisatore acustico “a campanello”, indicatori di direzione “a freccia”, antifurto ANSER con detonatore. Questo dispositivo produceva uno sparo come quello di un’arma da fuoco che spaventava il ladro ed attirava l’attenzione dei passanti.

 

MILLER BALSAMO CON CARROZZINO SMIT/PARRI, 1939.

E’ una delle moto più originali e raffinate di quel periodo. La linea si ispira al disegno del pittore William Rossi che propose, all’inizio degli anni trenta, la sua versione della “moto del futuro”. I fratelli Balsamo riuscirono dopo qualche anno a trasformare quel disegno in una moto che forse era troppo innovativa per l’epoca. Infatti non ebbe il successo sperato, ma rimane una splendida testimonianza dell’esigenza del bello che si cominciava ad avvertire negli anni ’30. E’ abbinata ad un carrozzino altrettanto elegante, in lamiera d’alluminio come la moto, prodotto dalla SMIT/Parri di Torino nell’immediato dopoguerra.
ACCESSORI E CURIOSITA’: contachilometri e tachimetro incorporati nel faro, segnalatori di direzione elettrici, immagine di San Cristoforo (protettore dei motociclisti), parabrezza e fregio alato sul carrozzino.

 

AERMACCHI CHIMERA CON CARROZZINO GIORDANI, 1956.

Nel secondo dopoguerra l’Aeronautica Macchi pensò di ampliare l’attività affiancando alla produzione degli aerei quella delle moto. Nel 1956 l’azienda produsse una delle moto più affascinanti dell’industria motociclistica italiana: la Chimera, disegnata da Mario Revelli di Beaumont. Era la perfetta sintesi delle esigenze tecniche e stilistiche più avanzate. Troppo originale ed elegante per l’epoca, non raggiunse il successo che meritava.
ACCESSORI E CURIOSITA’: i fregi ricordano le origini aeronautiche della casa. Il carrozzino, non di serie, si ispira al giocattolo “Reattore” della Giordani, molto in voga negli anni ’50.

 

MOTO GUZZI CARDELLINO CON CARROZZINO BERTON, 1955.

E’ l’evoluzione del celebre Guzzino, la prima motoleggera prodotta dalla grande casa italiana. Il Cardellino (73 cc) ebbe un grande successo e venne costruito per oltre un decennio. Qui è abbinato ad un carrozzino “tipo corsa” costruito nel 1955 dal concessionario Berton di Vicenza. E’ formato solamente da telaio, cupolino, ruota e parafango. Il mezzo fu utilizzato dai figli di Berton di 8 e 5 anni in varie manifestazioni motociclistiche dell’epoca.
ACCESSORI E CURIOSITA’: antifurto sul rubinetto della benzina, portabollo a forma di ferro di cavallo. Il carrozzino venne costruito in unico esemplare ed utilizzato per promuovere la motoleggera “Cardellino”. Il costruttore Berton si era distinto in precedenza per la costruzione della “biga”: una sorta di carro romano trainato da tre Guzzini.

 

AJS CON CARROZZINO WATSONIAN, 1958.

E’ una moto di 650 cc abbinata ad un carrozzino Watsonian, modello Oxford, tra i più interessanti ed innovativi mai prodotti. E’ uno dei primi sidecar in fibra di vetro, un materiale che consentiva di ottenere la forma desiderata. E’ dotato di bagagliaio posteriore, portapacchi, tettuccio apribile, sportello con vetrino scorrevole ed interni ispirati all’auto utilitaria di cui doveva contrastare la ormai inevitabile diffusione. La popolazione si accostava sempre di più all’auto e di conseguenza, verso la fine degli anni ’50, ci fu il crollo dell’industria sidecaristica.
ACCESSORI E CURIOSITA’: contachilometri, tachimetro, targhetta posteriore “GB”. Il sidecar è stato concepito per dare l’illusione ottica dell’automobile.

 

ARIEL SQUARE FOUR CON CARROZZINO CANTERBURY, 1959.

La moto esposta è la Square Four (quattro cilindri in quadro), prodotta dal 1930 al 1960 da una delle case motociclistiche inglesi più antiche. La curiosità maggiore è il sidecar Canterbury, modello “The Belle”. Questo rivoluzionario carrozzino a due posti in linea poteva essere sganciato dal telaio e diventare motoscafo. Era in anticipo di circa un ventennio sull’idea del sidecar, inteso successivamente non solo come prodotto utilitario ma anche come oggetto di svago. L’inarrestabile diffusione dell’auto travolse anche questa interessante proposta, che chiude anche simbolicamente la mostra.
ACCESSORI E CURIOSITA’: specchio retrovisore e bandierina inglese sulla moto. Il sidecar è dotato di parabrezza, capote, motorino entrobordo (JAP 80 cc) con accensione “a strappo”, elica, timone e remo di soccorso.